Istruzione, la qualità della nostra scuola non si migliora tagliando il personale

Intervento di Maria Carbone (PD) sulla politica dei tagli attuata dal Ministro Gelmini per conto del governo Berlusconi
Redazione 01 Settembre 2010 notizie 814
Istruzione, la qualità della nostra scuola non si migliora tagliando il personale


All’avvio del nuovo anno scolastico ci ritroviamo nuovamente a “scontrarci” col violentissimo attacco alla scuola pubblica italiana, all’Università, alla ricerca e allo stato sociale messo in campo dalla Gelmini per conto del governo Berlusconi.

Come militante di un partito politico che ha posto sempre in primo piano la difesa dei lavoratori e della scuola pubblica, ma soprattutto come insegnante che ha avuto la “fortuna” di entrare nei ruoli pochissimi anni fa, mi sembra doveroso intervenire, non solo per esprimere piena e incondizionata solidarietà a tutti quei lavoratori precari che stanno vivendo momenti drammatici, ma anche per invitare tutti alla mobilitazione per la difesa della scuola pubblica e del lavoro.

Complessivamente, per questo nuovo anno scolastico, in Italia ci saranno altri 25.600 docenti in meno, con una riduzione percentuale media pari al 4 % ai quali vanno aggiunti altri 15.000 posti di personale ATA! Con estremo rammarico, inoltre, bisogna evidenziare che, per il secondo anno consecutivo, si taglia al Sud più che al Nord con una media di tagli che al Sud sale dal 4% al 5%. In Puglia, in aggiunta alle 4.000 dello scorso anno, si taglieranno altre 2.535 cattedre. Inoltre, nella scuola primaria della provincia Bari/Bat, si è registrato un consistente incremento di iscrizioni al tempo pieno, addirittura con ulteriori 700 richieste in più nelle prime classi rispetto al boom dello scorso anno. Ma, altro che tempo pieno! Altro che libera scelta delle famiglie sul tempo scuola! Poiché l’aumento di tempo pieno comporterebbe un aumento di organico, nelle primarie di Bari/Bat, di 127 unità, le richieste, nella stragrande maggioranza dei casi, non verranno soddisfatte perché, per la primaria, devono continuare i tagli già avviati lo scorso anno, che saranno pari, per quest’anno scolastico, a 950 cattedre a livello regionale di cui ben 288 nella scuola primaria della sola provincia Bari/Bat. Si tratta di una vera e propria mattanza!

Con la riforma Gelmini, il disegno tutto politico di classe si fa sempre più palese, puntando al vero obiettivo di fondo: la riduzione dei docenti della scuola pubblica statale e la svendita dell’istruzione al mercato (scuole private in testa), con cospicui risparmi utili a sostenere le politiche demagogiche e securitarie del governo Berlusconi.

Non è tagliando sul personale che si migliora la qualità della nostra scuola!
Dobbiamo dunque respingere, con tutte le forze, l'obiettivo della destra di governo di distruggere le istituzioni del welfare che garantiscono l'esercizio dei diritti di cittadinanza, che sta’ passando anche attraverso i processi di privatizzazione dei beni comuni e dei servizi primari.

E’ urgente chiamare alla mobilitazione ripartendo dai territori, dalle scuole, dalle famiglie, che saranno penalizzate dalla riduzione del numero di cattedre e di ore di lezione.

Bisogna riaffermare il diritto a un’istruzione pubblica e di qualità per tutti, contro la politica di classe, contro la distruzione della scuola pubblica e del welfare, contro la regressione civile che il governo del Pdl e della Lega Nord vorrebbero imporre al nostro Paese.

Sulla scia del governo nazionale, anche a livello cittadino, purtroppo, si deve registrare la “poca attenzione” che l’amministrazione Giorgino sta’ mostrando rispetto alla scuola pubblica. Entro nel merito di quanto affermato denunciando una situazione “incresciosa”, per usare un eufemismo, che sta’ subendo la scuola nella quale opero e cioè il II C.D. “Don Bosco Santo” di Andria.

Ho sempre sostenuto che il ruolo di un politico sia soprattutto quello di farsi portavoce delle problematiche e delle esigenze che si ritrova a vivere tra le persone e nei luoghi che frequenta quotidianamente, per cui in passato, insieme alla Direzione Didattica e alla Segreteria del II C.D., mi sono spesa per segnalare e cercare di risolvere, con la passata amministrazione, alcune situazione di messa a norma e in sicurezza degli edifici del II C.D. Ritenendo, inoltre, che l’attivazione della scuola a tempo pieno fosse una risposta concreta in termini di opportunità educativo-didattiche da offrire a minori e famiglie oltre che in termini di incremento di posti di lavoro, con la passata amministrazione, si erano attivati una serie di interventi per strutturare e attrezzare alcuni ambienti della scuola in modo da poter avviare, quest’anno scolastico, il tempo pieno (cosa che ritengo l’amministrazione dovrebbe garantire in tutti gli edifici scolastici di sua competenza).

Ebbene, ritornando a scuola dopo la pausa scolastica, mi sono ritrovata di fronte una triste sorpresa. Non solo tutte le opere previste dalla scorsa amministrazione per attrezzare la scuola per il tempo pieno non sono state avviate, ma anche i lavori già iniziati (es. pitturazione della aule ormai fatiscenti) non sono stati completati pare per altre “urgenze”. Ora, siccome nessuno di noi è a conoscenza di calamità improvvise avvenute nella nostra città, sarebbe quantomeno opportuno che l’amministrazione Giorgino chiarisca quali priorità hanno avuto la precedenza rispetto alla sistemazione di una scuola a pochi giorni dall’apertura del nuovo anno scolastico.

E ancora, quale impegno questa amministrazione intende prendere rispetto alla sempre maggiore richiesta di tempo pieno avanzata da numerose famiglie? Infine, la scorsa amministrazione aveva appostato in bilancio ingenti somme per la sistemazione e la messa in sicurezza delle scuole di competenza comunale. Come si intende procedere?

Come rappresentante di un partito di opposizione, volendo svolgere anche il ruolo “propositivo” che abbiamo sempre dichiarato di voler ricoprire e che spesso ci viene da più parti “richiesto”, siamo a disposizione per un confronto “propositivo” su alcuni interventi che l’amministrazione Giorgino potrebbe mettere in campo non solo per ampliare la possibilità di offerta formativa da parte delle scuole della nostra città, ma anche per offrire nuove prospettive di lavoro a tutti quei docenti ed operatori scolastici che, in questi giorni, non stanno certo facendo sonni tranquilli.

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