Il "new look" di Viale Crispi ad Andria, un anno dopo l'inaugurazione

Il "salotto" di Andria è gia in pezzi: di chi è la colpa???
Vincenzo Fasanella 06 Giugno 2008 approfondimenti 1700


Qualche settimana fa è ricorso il primo anniversario dell’inaugurazione dell’area pedonale di Viale Crispi.

Progettata sulla precedente zona a traffico limitato, per apporvi evidentemente dei miglioramenti, se non altro estetici, e realizzata di fatto per essere una zona veicolare, e chiusa come la prima al transito solo in determinate ore della giornata, si pensò in seguito, di convertirla in area per i soli pedoni. Fu quindi preclusa agli automezzi, per consegnarla alla città per tale fine.

Dopo l’inaugurazione, e resala accessibile alla cittadinanza, piovvero le critiche. Infatti, dove una volta vi erano i marciapiedi, era stato steso uno strato di cemento armato grezzo, delimitato , nella via, da paletti appuntiti in metallo; mentre i lampioni risultarono in numero non sufficiente a fornire un’adeguata illuminazione alla via; infine in parecchi si chiesero perché questa fosse stata pavimentata con lastre grigie, anziché con pietra bianca locale.

In tal modo e a seguito delle molteplici critiche, provenienti da più direzioni, si procedette alla levigazione del cemento armato, ad al raddoppio del numero di lampioni della pubblica illuminazione; i paletti, o lance come qualcuno li definì, non furono toccati.
Per quanto riguardava, poi, la questione delle pietre usate per la pavimentazione della strada, gli architetti motivarono che la scelta dei materiali per la realizzazione dell’opera era stata fatta in base ad un preciso principio: quello di richiamare ‘i colori della Murgia’.
Motivazione opinabile, ma che potrebbe essere accettata.

A distanza di un anno, però, è venuta fuori la vera ‘questione’: all’altezza dell’intersezione di Viale Crispi con Via Regina Margherita, dove lo stesso viale è attraversato dai veicoli che transitano in direzione Piazza Imbriani, cioè sugli unici quattro metri di via soggetti al passaggio delle autovetture, si sono formati avvallamenti, con pietre rotte e sconnesse.
A questo punto è facile immaginare cosa sarebbe divenuto tutto il viale, dopo un dato periodo, se ne fosse stato rispettato il progetto iniziale di zona a traffico limitato: un continuo susseguirsi di avvallamenti e voragini.

Ora, se Viale Crispi è stato definito quale ‘salotto di Andria’, un ambiente, quindi, più ampio per i cittadini, che dovrebbero infine usufruirne, è ancora vero che questo ambiente è arredato con i soldi degli stessi.
Come dovremmo prenderla allora se, analogamente, avendo fatto ristrutturare il pavimento del salotto di casa nostra, dopo un anno, in questo salotto, per svariati motivi, da qualche parte, il pavimento vi si dovesse iniziare a rompere?
Dovremmo concludere che tutti i lavori vi siano stati portati avanti in modo precario ed inadempiente.

Ci sarebbe da sperare quindi che di tutta questa vicenda ci si cominci ad occupare in maniera più oculata.
Perché non è ammissibile che si venga presi in giro con dei lavori risultanti, a più soluzioni, inadeguati, ma pagati, in primo luogo, profumatamente.

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