Aperture esercizi nei giorni festivi: non possiamo consentire altri errori come quello del 25 aprile

Intervento del Comitato "quasi Mai Di Domenica"
Redazione 28 Aprile 2009 notizie 932
Aperture esercizi nei giorni festivi: non possiamo consentire altri errori come quello del 25 aprile


Quello che è accaduto il 25 aprile, allorquando, per soddisfare i capricci di non si sa quale meglio specificato potere, si è decisa l’apertura straordinaria dei negozi, non prevista e addirittura vietata dalla legge regionale, a costo di modificare la stessa legge in pochissimi minuti, in barba ai principi della corretta e tempestiva comunicazione agli interessati, violando anche il principio della libera concorrenza è inaudito, inammissibile e indegno.
La vicenda è stata ampiamente illustrata dagli interventi che abbiamo letto sui giornali e abbiamo compreso fin troppo bene come sono andate le cose e immaginiamo anche come andranno in futuro.
Auspichiamo che intervengano le competenti Autorità per verificare la legittimità di quei provvedimenti; se ci siano stati abusi di qualsiasi natura da parte delle Autorità Amministrative.
Andria ha sicuramente rappresentato il culmine dell”’orrore”.
La notizia dell’apertura straordinaria del 25 aprile ha cominciato a circolare, grazie alla voce di popolo, solamente nel tardo pomeriggio del 24 aprile, quando gli uffici comunali erano già chiusi e tutti avevano, invece, ricevuto, dagli stessi uffici comunali la notizia esattamente opposta.
I negozi di generi alimentari avevano già da giorni affisso le locandine sui loro esercizi con la indicazione della chiusura del 25 e 26 aprile; i consumatori hanno affollato tali esercizi nella giornata del 24 aprile per gli approvvigionamenti ma hanno interrotto gli acquisti alla notizia dell’apertura del 25 aprile ma poi si sono ritrovati lo stesso giorno del 25 aprile con i negozi alimentari di fiducia tutti chiusi.
Praticamente in tutti i comuni in cui si è derogato alla chiusura obbligatoria del 25 aprile, i lavoratori dipendenti si sono visti “precettare” all’ultimo minuto, rinunciando ai loro programmi per la giornata festiva e tanto tanto altro ancora che, di umano non ha nulla.
La cosa più mortificante, però, è stato dover assistere, specialmente nella città di Andria, ad esercizi commerciali (pochissimi) che hanno alzato le serrande alle 8 di mattina ed hanno dovuto abbassarle verso le ore 11,00, per la totale assenza di consumatori; vedere commercianti davanti ai loro esercizi senza alcun interesse per l’apertura ma solo per spirito di emulazione e guardando il cielo nebuloso.
Un episodio singolare ha dato il vero senso dell’umiliazione: sentire passanti che hanno gridato a commercianti che tenevano aperti i loro negozi nel centro città (perché tutti gli altri hanno tenuto chiusi i loro esercizi) “vergognatevi, siete aperti anche nella giornata di festa”.
Questo è intollerabile e, alla fine, ci chiediamo: chi ha voluto quella giornata di apertura? Quale capriccio doveva essere soddisfatto? Per quale scopo?
Perché il comune di Andria che, grazie ad un “accordo storico” con le Associazioni di Categoria e dei Lavoratori Dipendenti, aveva già da anni sancito che le eventuali deroghe non avrebbero potuto interessare le giornate festive (civili e religiose) ma solo le domeniche, ha cambiato rotta?
Siamo profondamente grati a qualche Associazione di Categoria, a cominciare da Unimpresa Bat, fino all’Associazione Macellai Andriesi, al Comitato Difesa Commercianti...e BASTA!, che hanno sostenuto tesi molto comprensibili e giuste, aventi come fondamento il rispetto della legalità, al di sopra di interessi di piccoli gruppi o addirittura di qualche isolato personaggio in cerca di visibilità perduta.
Se giustizia esiste, essa deve riguardare innanzitutto le coscienze di chi ha combinato il “pasticciaccio”, auspicando che questi soggetti prendano atto delle loro inefficienze e si assumano, fino in fondo, le loro responsabilità.
Sarebbe opportuno fermarli, per evitare ulteriori danni in futuro.
Intanto è cominciata la corsa ad accaparrarsi le altre giornate “inviolabili” a cominciare dal 1° maggio, 2 giugno ecc.
Cosa succederà?
Intanto nella giornata di oggi, come preannunciato, ci siamo convocati in riunione e abbiamo deliberato di sostenere eventuali azioni, di qualsiasi natura che si riterrà opportuno intraprendere per la salvaguardia del diritto al riposo ma anche per stanare coloro che hanno organizzato l’intera sceneggiata.

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