I problemi del trasferimento del mercato settimanale di Andria rivengono da lontano, qualcuno ha la memoria corta

Intervento di Vincenzo Santovito (L.A.C. – “Libera Associazione Civica”)
Redazione 15 Ottobre 2009 notizie 642
I problemi del trasferimento del mercato settimanale di Andria rivengono da lontano, qualcuno ha la memoria corta


Il dibattito in corso sul trasferimento del mercato settimanale di Andria ha assunto un valore “politico”.
Le posizioni sono chiare e ci sono ancora soggetti che, pur essendo d’accordo con le posizioni espresse dagli Ambulanti e dalle loro Associazioni, continuano a tacere e a nascondersi.
Costoro hanno anche la memoria corta e dimenticano che tutto riviene da un preciso atto che doveva cambiare la storia della nostra Città: Il Piano Regolatore Generale, LA MADRE CHE DOVEVA RISOLVERE TUTTI I PROBLEMI URBANISTICI DI OGGI, DELLA CITTA’.
Sono in tanti ad aver dimenticato la lunga ed estenuante battaglia civica che anche il sottoscritto ha combattuto fino in fondo, per la realizzazione di un sistema di sviluppo urbanistico generale che comprendesse alcune scelte fondamentali per il futuro di Andria.
Tra queste scelte avrebbe dovuto esserci anche la questione dell’area mercatale attrezzata che non si è mai realizzata.
Se si fosse dato seguito alle nostre indicazioni, oggi saremmo in condizione di avere un’area mercatale attrezzata, al centro della città, con la città che si sarebbe sviluppata attorno ad essa.
Invece no.
Ogni centimetro della città è stato cementificato, generando grandissimi affari per i privati interessi locali.
Se si fosse realizzata quest’area cittadina, è ovvio che sarebbe servita anche per la allocazione di spettacoli ludici e quant’altro, mentre oggi Andria rimane priva di qualsiasi contenitore culturale, fieristico, di aggregazione ed eventi importanti vengono svolti in luoghi di scarsa capienza, come il Chiostro S.Francesco o la Sala Dante dell’Edificio Oberdan.
Questo significa non garantire alcuna opportunità ai cittadini che sono anche rimasti privi di strutture culturali come Teatri e Cinema.
Tornando alla questione del mercato, sosteniamo le ragioni di chi, come gli Ambulanti, dicono si al trasferimento del mercato ma pretendono di rimanere uniti e questo ci pare giusto.
Gli utenti e consumatori, in questo modo, ne sarebbero sicuramente agevolati.
Poiché la questione sarà trattata in Consiglio Comunale, invitiamo i signori politici a fare mea culpa, ammettendo le proprie responsabilità oggettive per quanto sta accadendo, senza scaricare responsabilità sugli Ambulanti, sui Cittadini, sui Consumatori.
Questo sarebbe veramente ignobile.

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