Provincia BAT: campanilisti noi? Ma fateci il piacere!

Intervento di Savino Montaruli sulla BAT Provincia e i problemi del territorio
Redazione 15 Aprile 2010 notizie
Provincia BAT: campanilisti noi? Ma fateci il piacere!


Dopo la pausa elettorale sembra ripresa la discussione sulla sesta provincia, sede legale e statuto. Stiamo, come al solito, seguendo le vicende politiche e giornalistiche sull’argomento e in maniera sempre più ricorrente emergono alcuni elementi che ci sentiamo, con forza, di affrontare oggi.
Tralasciamo la questione relativa alla paventata scarsa partecipazione delle Associazioni al dibattito sulla sesta provincia, un dibattito che ha visto quali primi disertori proprio le istituzioni ed i loro rappresentanti, a tutti i livelli e non certo noi, quando venuti a conoscenza degli “eventi” ed occupiamoci, invece, di quello che viene definito “campanilismo”.
Poiché noi, al contrario di chi grazie ai “campanili” si è arricchito, siamo molto rispettosi di una delle caratteristiche principali della città di Andria, cioè quella di avere ben tre campanili, tanto da esser definita “la città dei tre campanili”, cosa rara e prestigiosa che anche i nostri politici dovrebbero conoscere e studiare meglio, non accettiamo che qualcuno possa continuare a tacciare di campanilismo le Associazioni, tutte le associazioni, che si stanno interessando alla questione sesta provincia e sede legale, cosa che probabilmente, come tutte le cose “contagiose” da fastidio a qualcuno che ha la cultura del “manovratore indisturbato”. Naturalmente questo ragionamento non ha alcuna matrice partitica e riguarda coloro che pongono in essere tali atteggiamenti, quindi è giusto non generalizzare.
Nei dibattiti televisivi e giornalistici, sempre “dominati” dai cosiddetti “rappresentanti del popolo”, ci sembra che i campanilisti proprio non siamo noi.
Ma si sa, quello di cercare di isolare e zittire chi cerca di impegnarsi per scopi sociali è, in generale, un metodo antico e, per certi versi, MAFIOSO.
Chi vi scrive ne ha viste e subite tante che oggi è abbastanza preparato a qualsiasi affronto.
Tornando alla questione della sede legale, invitiamo gli Organi di Informazione, Radio, Tv, Giornali e le stesse Istituzioni, ad organizzare, se lo riterranno opportuno e “conveniente”, delle discussioni aperte non solo ai politicanti ma anche ai Cittadini e alle Associazioni, di qualunque estrazione e di qualunque “pensiero”.
Se qualcuno dovesse decidere di fare ciò e di invitare un nostro rappresentante (uno tra i millecento), forse si potrebbe cominciare a parlare di qualcosa che va al di la della sede legale, che pure siamo certi che sia doveroso venga riconosciuta e sarà riconosciuta alla città di Andria e affrontare altri temi “che fanno paura” e che nessuno, sino ad ora, ha avuto il coraggio di affrontare e di discutere.
Quale sarà il futuro della provincia Barletta-Andria-Trani e della altre Province, ma anche dei Comuni, di fronte alla sfida del Federalismo? Come si intendono affrontare i gravissimi problemi della nostra provincia, in primis quello della disoccupazione oramai salita quasi al 30%? Come affrontiamo la problematica legata alla criminalità diffusa in tutti i comuni della Bat, dell’intensa attività di spaccio e consumo di sostante stupefacenti, del dilagare della povertà e della gravissima situazione sociale, urbanistica e ambientale? Come si intendono affrontare i problemi legati alla gravissima crisi dell’economia locale e delle Imprese di tutti i Settori?
Sono argomenti scomodi?
Affrontateli con noi. Siamo preparati, seri e sinceri.
Scegliete voi gli interlocutori, di qualunque estrazione, tipo, genere e cultura.
Se si cominciasse a discutere di questi problemi, con le persone giuste, allora, forse, usciremmo veramente fuori da polemiche sterili alimentate “ad hoc” per celare i veri problemi di un territorio, come il nostro, le cui potenzialità sono state “spente”, perdendo tempo e parlare del nulla, proprio come diceva Oscar Wilde: “amo parlare del nulla, è l’unica cosa di cui so tutto”.
Con una delle Associazioni che dirigo sto organizzando un Seminario Informativo sul Tema: “Chi ha paura del Federalismo”?
A quel Seminario spero che partecipino in molti, soprattutto Amministratori Pubblici, in modo da apprendere dalla viva voce di chi ha capito dove stiamo andando (non sono io, povero infimo Oscar Wilde) e comprendere perché c’è chi ha deciso di comprarsi le Banche del Nord; quelle stesse banche piene di soldi provenienti, pensate, proprio dalla nostra economia, quella del Sud, incapace di reinvestire le proprie risorse sul proprio territorio e di valorizzare i propri “tesori”, economici, culturali ed umani.
Vogliamo parlare anche di questo?
Non abbiate Paura! CHIAMATECI. SIAMO PRONTI.
CAMPANILISTI NOI?
MA VA, VA.

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