Vigileremo sugli strumenti che segneranno per gli anni a venire la qualità della vita urbana della nostra Città

Gruppi di opposizione sull'approvazione del DPRU
Redazione 08 Luglio 2011 notizie
Vigileremo sugli strumenti che segneranno per gli anni a venire la qualità della vita urbana della nostra Città


Ecco un altro provvedimento definito epocale dal centrodestra andriese, che per la verità, finora, di epocale ha prodotto soltanto la megastangata sulla TARSU: la rigenerazione urbana.

Diciamolo con chiarezza, lo strumento della rigenerazione urbana è uno strumento validissimo voluto dalla Regione Puglia (a guida centrosinistra), che questa volta sì in maniera epocale e costituendo un modello da seguire in tutta Italia, ha adottato nel 2008 la legge regionale 21 che consentirà di semplificare le procedure di ricucitura dei tessuti urbani, specie quelli fortemente inficiati dall’abusivismo edilizio, come il nostro, senza intraprendere le strade tortuose delle varianti urbanistiche o della redazione di un nuovo PUG.

Si tratta di strumenti che prevedono la co-pianificazione partecipata in materia urbanistica, includendo gli ordini professionali, le forze sociali e la cittadinanza attiva. Questo sulla carta; perché ad Andria il modo di procedere è stato tutt’altro.

La delibera approvata dal Consiglio Comunale di Andria lo scorso 4 luglio riguarda, in realtà, il Documento Programmatico sulla Rigenerazione Urbana (DPRU), la cui adozione, come previsto dalla Legge Regionale 21 del 2008, consentirà la rigenerazione e riqualificazione “di parti di città, di contesti urbani periferici e marginali interessati da carenza di attrezzature e servizi, degrado degli edifici e degli spazi aperti e processi di esclusione sociale” (cfr. testo della L.R. 21/08).
Ebbene: ad Andria è successo che in tutta fretta si è sottoposta al Consiglio la delibera in questione, motivando l’urgenza col fatto che il 6 luglio scadeva un bando regionale per candidare un’opera pubblica infrastrutturale, ricadente in una delle parti degradate di città, appunto da riqualificare ai sensi e per gli effetti della Legge Regionale 21 del 2008. Il bando, tra i requisiti, richiedeva che l’Amministrazione candidata fosse già dotata di DPRU regolarmente approvato dal Consiglio Comunale. Ecco la convocazione fatta per il 4 luglio.

Da questa vicenda, però, è emerso chiaramente non solo che l’Amministrazione Comunale Giorgino ha uno scarsissimo senso della programmazione (altrimenti non sarebbe arrivata così all’ultimo minuto per candidare un’opera infrastrutturale su cui ha puntato tutta la propria campagna elettorale) e, in secondo luogo, che ha furbescamente approfittato della circostanza per “confezionare” un provvedimento che, nella sua vastità e genericità (praticamente è stata inserita tutta la città da sottoporre a riqualificazione, andando ben oltre il dettato della Legge Regionale) appariva come una grossa ipoteca sul futuro urbanistico della nostra città. Un’ ipoteca da imporre, in maniera “epocale”, ancora una volta, con la volontà di esautorare il Consiglio Comunale delle proprie prerogative, senza alcun dibattito preliminare, senza alcun coinvolgimento delle categorie e degli ordini professionali, senza alcuna possibilità di approfondimento nei partiti e all’interno della società civile.

Poi si potrebbe aprire tutto un capitolo sul perché si è deciso di candidare ai fondi FESR la realizzazione del polo mercatale nella zona di via Bisceglie che, diversamente da quanto prevede la Legge Regionale, non è né un’area antropizzata, né ricongiunge parti degradate della città. In quell’area, praticamente, non vi è nulla e chissà se l’opera infrastrutturale candidata riuscirà ad avere i finanziamenti previsti. E sì, perché candidare un’opera ad un finanziamento non significa, come hanno titolato alcuni giornali nelle ultime ore, aver già ricevuto i finanziamenti! Staremo a vedere.
Noi come gruppi di opposizione avremmo voluto dare il nostro contributo in maniera fattiva, ma ci è stato di fatto impedito. Abbiamo suggerito in Consiglio Comunale di procedere diversamente, cioè di lasciare che il DPRU in approvazione si limitasse solo all’area di via Bisceglie (proprio per consentire di candidare l’opera pubblica che lì si vuole prevedere) e di avviare contestualmente e con maggiore serenità il confronto aperto sul futuro urbanistico della Città.

Ovviamente non siamo stati né ascoltati, né ci è stata data spiegazione plausibile al rifiuto di procedere in questa maniera. Per non parlare dei tanti dubbi tecnici sollevati nel merito della delibera, rimasti puntualmente senza risposta. E’ stata scelta la strada del blitz in consiglio comunale, con buona pace di tutti i falsi impegni volti a garantire una adeguata partecipazione della minoranza, ma anche della cittadinanza (a proposito: quando saranno ripristinate le Consulte?) sulle scelte strategiche, e con buona pace di tutti i consiglieri comunali di maggioranza che hanno dovuto votare per atto di fede.
Fortunatamente il buon senso di qualcuno presente all’interno della maggioranza ha fatto sì che passasse in delibera un emendamento tecnico proposto da noi gruppi di opposizione, che tranquillizza un tantino i tecnici e gli operatori del settore urbanistico. Nell’emendamento si legge: “il presente documento (il DPRU) non assume alcuna validità prescrittiva in ordine alla futura pianificazione esecutiva e/o nell’applicazione delle norme vigenti”.
Nonostante questo, però, per sottolineare come il nostro ruolo di Consiglieri Comunali sia sempre più svilito da questa amministrazione, non abbiamo potuto far altro che non partecipare alla votazione finale, per ribadire che contestiamo il cattivo modo di operare di questa amministrazione, assolutamente contrario alla democrazia e alla cultura della partecipazione.

Nel ruolo che ci compete, vigileremo in maniera attenta sugli strumenti attuativi di questo DPRU, che segneranno per gli anni a venire la qualità della vita urbana della nostra Città, attenti a verificare che dietro questa manovra non si nascondano mire speculative di sorta; né faremo sconti di sorta sulla qualità degli interventi specifici che si andranno a programmare.


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