Referendum abrogazione legge elettorale: l'Associazione Culturale "Fatti di Parole" sostiene l'iniziativa

Nei prossimi giorni date e luoghi in cui l'associazione sarà presente per fare conoscere ai cittadini andriesi questa iniziativa
Redazione 30 Agosto 2011 notizie 568
Referendum abrogazione legge elettorale: l'Associazione Culturale


L' Associazione Culturale "Fatti di Parole", editrice dell'omonima rivista di approfondimento culturale presente da 5 mesi nella città di Andria, decide di promuovere in città la raccolta firme a favore del Referendum per l'Abrogazione Totale della Legge Elettorale Proporzionale con Liste Bloccate per il ripristino dei Collegi Uninominali.

Nei prossimi giorni comunicheremo le date e i luoghi in cui saremo presenti con un banchetto per fare conoscere ai cittadini andriesi questa iniziativa e raccogliere le firme.

Già da oggi però è possibile firmare presso la Bottega Filomondo e la Libreria Mondadori in via Bologna e la Libreria Guglielmi in via Giovanni Bovio.

La redazione di Fatti di Parole


Di seguito le motivazioni principali promosse dal Comitato Referendario per i Collegi Uninominali, avente sede a Roma in Piazza Santi Apostoli, 73.


LE MOTIVAZIONI DEL COMITATO PROMOTORE DEL REFERENDUM

1. Liste bloccate. Le liste bloccate privano gli elettori del diritto di scegliere i propri rappresentanti e ledono irrimediabilmente l’equilibrio tra i poteri. Un Parlamento di “nominati” non ha infatti alcun reale potere nei confronti del Governo e del Presidente del Consiglio.

2. Il premio di maggioranza. Così esiste solo in Italia e ha effetti opposti a quelli auspicati. Attribuendo il 55% dei seggi alla lista che ottiene un voto più delle altre (anche se ha il 35% dei voti), questo meccanismo obbliga anche i partiti maggiori alla ricerche di qualsiasi voto utile. La conseguenza sono coalizioni sempre più ampie e inevitabilmente eterogenee. Nessuna stabilità del governo, anzi: frammentazione della maggioranza di governo e paralisi della sua attività.

3. Soglia di sbarramento. L’attuale soglia di sbarramento al 2% per le liste collegate in coalizione è un ulteriore incentivo alla frammentazione. Mantenere una soglia unica al 4% garantisce la presenza alla Camera dei partiti più rappresentativi, “costringendo” le forze minori ad unioni reali (un unico simbolo, un’unica lista) senza scorciatoie come le coalizioni elettorali. Al Senato il sistema dei collegi consentirà nelle Regioni più grandi la rappresentanza anche di forze decisamente minori.

4. Indicazione del candidato premier. L’obbligo di indicare il candidato Capo del governo interferisce con le prerogative del Presidente della Repubblica che può e deve scegliere in assoluta autonomia. Inoltre tale meccanismo tende a trasformare il nostro sistema da parlamentare in semi-presidenziale senza i contrappesi dei sistemi presidenziali.

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