Sottopasso Story: dal 1961 sempre la stessa storia

Riportiamo due articoli, rispettivamente di 26 e 46 anni fa
02 11 Dicembre 2007 approfondimenti 1779


Un doppio balzo indietro nel tempo, rispettivamente di 26 e 46 anni, per scoprire quanto poco sia cambiato e come i problemi siano rimasti sempre gli stessi, irrisolti.

Riportiamo il testo di due articoli che prendono posizione, entambi in senso contrario, sulla realizzazione di un sottopasso veicolare su via Trani.

Il primo articolo è tratto dal giornale ANDRIA - Giornale Cittadino del luglio 1981: l'articolista si schiera in maniera netta contro la realizzazione dell'opera, ritenuta "un' opera inutile", basandosi su argomentazioni di carattere tecnico ed "estetico" e fondandosi su argomentazioni e previsioni realtive allo sviluppo urbanistico che non si sono realizzate e che pertanto oggi appaiono discutibili.

L'articolo del 1961 è contrario invece al sottopasso di via Trani, ma per motivi diversi, in quanto propende per una soluzione più radicale: la realizzazione dell'interramento di tutta la ferrovia. Esattamente come oggi...solo che, nel frattempo, sono passati appena 46 anni.

 

Tratto da ANDRIA - Giornale Cittadino del Luglio 1981

COSA ACCADREBBE SE VENISSE COSTRUITO?
Niente più passeggiata

Vediamo quali obiezioni si possono fare, dal punto di vista tecnico e no al sottopasso. Saranno bloccate via Buozzi e l'Estramurale. Tutto il traffico necessariamente sarà convogliato sul Corso e su via Trani aumentando le difficoltà per la viabilità.
La zona dove dovrebbe essere costruito il sottopasso è difficile dal punto di vista geologico. Si è trovata oer parecchie costruzioni nella zona una roccia durissima che fa diventare più difficili i lavori con conseguente aumento dei costi.
Nella zona (indicata come zona bassa) confluiscono le acque piovane. Si creano problemi grandissimi per gli allagamenti e la necessità di risolverli con strutture che complicano ancor più il progetto.
La distanza dall'imbocco del sottopasso (all'altezza dell'estramurale) alla ferrovia è molto breve. Ne consegue una pendenza minima del 18%: come in montagna e anche peggio.
Data la larghezza del sottopasso verrebbe compromesso l'ingresso ai giardini.
Oltre alle considerazioni puramente tecniche ve ne sono altre ugualmente importanti. Viene irrimediabilmente deturpata Andria e rovinata l'unica passeggiata possibile. Le conseguenze sono immaginabili anche sul piano della mentalità della gente...
...Non è stato inoltre considerato il possibile sviluppo urbanistico. L'ospedale prima o poi dovrà spostarsi. La zona che si svilupperà maggiormente è quella dalla parte di via Barletta. Lì c'è i'INPS. Dalie più facile andare al centro e raggiungere il Comune. È più facile raggiungere la zona industriale.
In futuro si può ragionevolmente prevedere la chiusura al traffico o quantomeno una minore importanza, dal punto di vista della viabilità, del Corso Cavour. Si consideri pure che con l'entrata in funzione della tangenziale il traffico diminuirà enormemente. Con questo assurdo progetto del sottopasso si convoglia forzatamente il traffico in una zona aumentando le difficoltà viarie anziché alleggerirle. Senza contare che è possibile allargare il sottopasso di via Bisceglie.
Ci ritroveremo con una cattedrale nel deserto: degno monumento all'imbecillità di qualche consigliere comunale. Il sovrappasso previsto nella zona 167 da infine il colpo di grazia alla questione. Il sottopasso ferroviario su via Trani è l'opera più demenziale che mai mente umana abbia concepito.

 

Tratto da Il Cittadino dell'Ottobre-Novembre 1961

Ci è pervenuta notizia che è in preparazione un progetto per un sottopassaggio allo sbarramento ferroviario di via Trani, altezza viale Gramsci. Tale sottopassaggio — secondo le prime notizie ufficiose — non avrebbe il suo corso normale su Via Trani, bensì lateralmente, da via 24 maggio (dietro il Monumento ai Caduti); indi sboccherebbe su via A. Grandi e taglierebbe in due l'inizio della villa Largo Torneo per immettersi di nuovo su Via Trani.
Se così stessero veramente le cose, ci dichiariamo fin d'ora molto spiacenti, poiché l'unica soluzione possibile per noi è l'incastro della ferrovia tanto su via Trani che su via Barletta. Sono questi due nodi ormai non più periferici: al di là del primo vi è il solo polmone di Andria, il parco cittadino Largo Torneo, con abitazioni di circa 2.000 famiglie; dopo il passaggio a livello di via Barletta vi sono i rioni popolari di Viale Virgilio e del Poligono; inoltre sorgeranno il Mercato generale ortofrutticolo ed un complesso di palazzine INA-CASA.
I sottopassaggi potrebbero risolvere — secondo noi — in qualche modo le esigenze del traffico dei veicoli, ma non anche quello pedonale. Con le ventiquattro coppie di corse di treno in programma, oltre quelle dei treni merci, Andria praticamente sarebbe tagliata fuori dal mare, e la ferrovia — auspicata da 50 anni — produrrebbe danni più che semplici.
È da tenere presente che la ubicazione della stazione poteva essere considerata giusta trent'anni fa (per i miopi e per coloro che non avevano avuto fiducia nello sviluppo di Andria) ma ora essa crea dei problemi veramente gravi e complessi.
L'Amministrazione comunale ha il dovere di risolverli nell'interesse non futuro, ma ATTUALE, della Città.

Adam Monroe

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