Telecamere spente dal 2002

LE INCOMPIUTE / Giacciono inutilizzate da 6 anni: costarono 256mila euro
02 14 Gennaio 2008 approfondimenti 1560
Telecamere spente dal 2002


La vicenda che vogliamo raccontarvi sarà sicuramente poco conosciuta ai lettori.
Ben pochi di essi, infatti, sapranno che in città esiste ed è inutilizzato, ormai da anni, un sistema di videosorveglianza, una fitta rete di telecamere la cui finalità sarebbe dovuta essere quella di controllare il territorio e prevenire fenomeni delinquenziali.

Questo sistema fu voluto nel 2001 dalla giunta Caldarone. Esso prevedeva una rete di 12 telecamere (vedi foto) , collocate in varie zone della città e una centrale operativa, sita presso il comando della Polizia Municipale. L’interconnessione tra la centrale e le telecamere avveniva tramite i normali cavi telefonici.

La modica cifra spesa per l’installazione di tale sistema fu di 256.000 euro; il sistema fu inaugurato – non si sa bene perché - per ben due volte.

Il sistema di videosorveglianza ha funzionato per un circa un anno: dal Giugno 2001 al Maggio 2002; in seguito l’Amministrazione decise di sospenderlo, per un duplice ordine di ragioni, di carattere economico e tecnico.

Sin dall’inizio la strumentazione apparve del tutto inadeguata, o meglio, tecnologicamente già superata: il sistema di interconnessione, utilizzando una normale rete telefonica, era obsoleto già allora: si figuri adesso, dopo 6 anni.
Le immagini infatti arrivavano a scatti, in ritardo e in maniera poco nitida, per cui l’efficacia di tale sistema era molto scarsa, se non nulla.
Mantenere in funzione questo sistema era oltretutto molto oneroso per le casse del Comune, a causa del canone da pagare periodicamente per l’utilizzo delle reti telefoniche.

Nel frattempo, a complicare ulteriormente la situazione erano intervenute, nel corso degli anni, delle modifiche restrittive sulla normativa sulla privacy: esse avevano posto dei seri limiti alla possibilità di utilizzo della videosorveglianza, tali da ridurne l’efficacia e scoraggiarne lo stesso utilizzo.

Per questi motivi si decise di sospendere sine die il servizio.

Ebbene, dal 2002 le telecamere sono lì, inattive, sempre al loro posto, monumento allo spreco di denaro pubblico e soprattutto simbolo della enorme indifferenza al problema.
Il fatto grave è che, negli ultimi anni, le Amministrazioni passate hanno scelto di ignorare completamente questa “patata bollente”, far finta di nulla e di lasciare tutto così com’è, senza prendere una posizione in merito.

Per cercare di capirne qualcosa in più, nell'ormai lontano mese di Febbraio 2006 (ben 2 anni fa!), avevamo pertanto interpellato l'assessore alla Sicurezza Volpe su quali fossero le intenzioni dell'Amministrazione a proposito del problema in questione.

Egli in quella circostanza ci riferì che c’era l’intenzione di affrontare di petto la situazione, con una serie di interventi. Innanzitutto era necessario modificare l’impianto, adeguandolo sia alla nuova normativa sulla privacy, sia dal punto di vista tecnico. Per fare ciò era necessario stanziare delle somme nel Bilancio 2006 per adeguare l’impianto al funzionamento sulla rete a fibre ottiche, già esistente in città, e alle nuove tecnologie. Ovviamente bisognava valutare se l’impianto esistente potesse essere modificato, oppure se esso – molto più probabilmente - dovesse essere completamente rimosso e sostituito ex novo da uno più moderno ed efficiente.

Ulteriore passo sarebbe stato quello di chiedere alle Forze dell’Ordine di gestire la sala operativa, che pertanto non sarebbe stata più di competenza della Polizia Municipale.
Infine ci fu detto che era volontà dell’Amministrazione potenziare la presenza delle telecamere sul territorio, aumentandone il numero, magari tramite la collocazione in zone della città periferiche o più a rischio.
Interrogato sui tempi tecnici per l’attuazione di tali interventi, l’Assessore ci riferiva di sperare di poter, entro il 2006, esperire le gare di appalto per l’adeguamento del sistema.

Da allora non abbiamo più notizie. Noi non siamo giornalisti, non è il nostro mestiere andare a chiedere e ad informarci; abbiamo altre occupazioni e non veniamo retribuiti da nessuno: riteniamo pertanto che informarsi sia compito di coloro che esercitano questa professione con tutti i crismi. Siamo solo comuni cittadini che si interessano di questioni e problemi della comunità, ma non possiamo sostituirci a chi avrebbe il dovere di fare un'informazione seria.

Da quella chiacchierata, nessuno ha più parlato, sugli organi di informazione, di questo problema e degli eventuali sviluppi. Si continua a parlare spessissimo di difensore civico, di Bat, di pozzanghere e di nient'altro. Evidentemente la questione non interessa.

Sappiamo solo che nel mese di Novembre 2006 è stato pubblicato sul sito del Comune il BANDO DI GARA CON PROCEDURA APERTA PER L’ AFFIDAMENTO DELLA REALIZZAZIONE DEI SERVIZI DI VIDEO-COMUNICAZIONE E TELESORVEGLIANZA IN RETE A BANDA LARGA WIRELESS E SUCCESSIVA GESTIONE DEGLI STESSI MEDIANTE CONCESSIONE NEL TERRITORIO NORD BARESE; la stazione appaltante è il PIT 2 e non il Comune di Andria.

Questo l'oggetto del bando:

1. Realizzazione dei servizi e i correlativi lavori abilitanti la rete wireless di video-comunicazione e telesorveglianza a banda larga nel territorio del PIT 2 a strutture della pubblica amministrazione e imprese secondo le modalità operative espresse nella proposta.

2. L’affidatario dovrà:

a) realizzare, configurare e attivare i servizi di videosorveglianza e video-comunicazione a
banda larga, e della rete wireless connessa comprendente il N.O.C ( Network Operation
Center);

b) garantire la copertura radio-elettrica dell’intero territorio del PIT 2 per oltre il 60% della
popolazione. In particolare tutte le aree periferiche urbane dei Comuni partecipanti, tutte le
principali aree di insediamento industriale e artigianale, nelle più significative aree rurali e
turistiche del territorio, presso tutte le sedi amministrative decentrate degli enti pubblici con particolare riguardo agli edifici di pubblico interesse (scuole, ospedali, sedi operative della PA centrale, nodi logistici critici per la mobilità urbana e ed extra-urbana);

c) garantire nella prima fase (16 mesi): il servizio di video-comunicazione tra tutte le
amministrazioni comunali comprese le strutture decentrate e le polizie municipali; il
servizio di videosorveglianza delle aree di insediamento produttivo del territorio;

d) garantire, a seguito del collaudo di funzionalità delle rete e dei servizi, la gestione in regime di concessione dei servizi di telesorveglianza per imprese e utenze private per i successivi 60 mesi, nonché i servizi di video-comunicazione tra i Comuni del PIT 2 e la gestione e manutenzione anche evolutiva della rete e dei servizi.


Potrebbe sembrare il bando di cui ci aveva parlato l'assessore all'epoca, ma in realtà adesso si parla di tecnologia Wireless e di un ambito che riguarda i Comuni aderenti al Pit 2, e non solo la città di Andria. Quindi non ci è ben chiaro che fine faranno le telecamere esistenti...probabilmente qui si parla dell'installazione di un sistema completamente nuovo, basato su una tecnologia diversa: si parla infatti di Wireless e non di fibra ottica...

Nulla sappiamo sull'aggiudicazione e sull'affidamento, nè sull'eventuale inizio dei lavori.

A.M.

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