Giovedì 16 Aprile il circolo Legambiente di Andria presenta: Na, al nucleare si alle rinnovabili

"Territori denuclearizzati" per un sistema energetico pulito, sicuro ed economico
Redazione 15 Aprile 2009 notizie 741
Giovedì 16 Aprile il circolo Legambiente di Andria presenta: Na, al nucleare si alle rinnovabili


“Territori denuclearizzati”. Questa la prima mossa della mobilitazione nazionale di Legambiente “Per il clima, contro il nucleare”, in risposta alla decisione del Governo di riaprire la partita dell’energia atomica, è una proposta rivolta a tutti gli enti locali d’Italia. Un invito a vietare su tutto il territorio di loro competenza l’installazione di centrali nucleari, garantendo altresì la massima trasparenza e partecipazione nell’individuazione di siti di stoccaggio per i rifiuti radioattivi. Il governo Berlusconi ha deciso. Nel futuro energetico italiano torna il nucleare per produrre elettricità per almeno il 25% del nostro fabbisogno. Per raggiungerlo sarà necessario localizzare e costruire almeno 8 centrali nucleari simili a quella in costruzione attualmente in Finlandia, la più grande al mondo, di “terza generazione evoluta”: una tecnologia già vecchia che non ha risolto nessuno dei problemi noti da anni. A 22 anni dall’incidente di Chernobyl, il nucleare non solo pone ancora gravissimi problemi di sicurezza, ma è anche una fonte energetica costosa, che non abbasserà affatto la bolletta energetica nazionale, non ridurrà la nostra dipendenza dall’estero e non ci permetterà di rispettare la scadenza europea del 2020 per la riduzione delle emissioni di gas serra prevista dall’accordo europeo 20-20-20 (secondo cui entro il 2020 tutti i Paesi membri devono ridurre del 20% le emissioni di CO2 del 1990, aumentare al 20% il contri buto delle rinnovabili al fabbisogno energetico, ridurre del 20% i consumi energetici).

Se l’Italia decidesse di puntare sul nucleare, causa le ingentissime risorse necessarie per sostenere questa avventura, abbandonerebbe qualsiasi investimento per lo sviluppo delle rinnovabili e per il miglioramento dell’efficienza, che sono invece le soluzioni più immediate ed efficaci per recuperare i ritardi rispetto agli accordi internazionali sulla lotta ai cambiamenti climatici.
“Senza fare battaglie ideologiche o di semplice testimonianza, con la nostra mobilitazione non ci limiteremo a spiegare ad amministratori locali e cittadini i motivi della nostra opposizione all’atomo, ma rilanceremo l’idea di un modello energetico, fondato su risparmio energetico, politiche di efficienza e sviluppo delle rinnovabili e sul gas come fonte fossile di transizione”.
Legambiente, inoltre, ha deciso di promuovere presso tutti i Comuni, (richiesta già inoltrarta dal circolo cittadino ed approvata dalla commissione ambiente del Comune di Andria) le Province e le Regioni d’Italia una campagna nazionale per la dichiarazione dei territori “denuclearizzati”, che sono contrari alla produzione di energia dall’atomo, rinunceranno a ospitare centrali nucleari e garantiranno la massima trasparenza e partecipazione nel processo di individuazione di siti di stoccaggio per i rifiuti radioattivi, derivanti anche dal decommissioning delle centrali dismesse dopo il referendum del 1987.“In una Regione, quale la Puglia, che si sta caratterizzando per lo sviluppo delle fonti rinnovabili e vede destinato l’88% dell’energia prodotta in loco al mercato nazionale, detentrice del primato nazionale sulla produzione di energia eolica con 946 MW, la dichiarazione di territori denuclearizzati da parte dei comuni, delle province e della regione rafforzerebbe l a proposta di un modello energetico innovativo, pulito, sicuro ed economico, che esclude il nucleare”.

L’appuntamento è per giovedì 16 Aprile alle ore 18,30 presso “l’Auditorium del Centro Risorse Contro la Dispersione Scolastica” in Via A.Moro Andria.

Interverranno il Sindaco di Andria Vincenzo Zaccaro, l’Assessore all’Ambiente del Comune di Andria Leonardo Di Pilato, l’Assessore all’Ecologia della Regione Puglia Michele Losappio, il Presidente di Legambiente Puglia Francesco Trantini, coordina il presidente del circolo Cittadino di Legambiente Larosa Riccardo.

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