La legalità ad Andria

Intervento della "Libera Associazione Civica"
Redazione 27 Maggio 2009 notizie 960
La legalità ad Andria


L’ordinanza sindacale n° 173/2009 nelle ultime settimane è stata disattesa e nessuna autorità ha vigilato sul rispetto delle prescritte norme, ma di buon grado in questi giorni abbiamo avvertito l’inversione di tendenza, forse memori di quanto accaduto alla Lista Civica i cui spazi e manifesti erano regolarmente occupati da altre liste. Certamente è un messaggio di legalità alla cittadinanza. Ringraziamo le forze dell’ordine per il loro impegno in tal senso. Dal 1993 l’attuale PD con il sostegno delle sinistre, rifondazione e comunisti italiani, governa la città con i risultati che tutti vediamo e senza che si levino gli scudi da parte dell’opposizione, attuale PDL, se non per qualche problema marginale. Nessuno schieramento politico interviene sulla problematiche endemiche: Piani di riqualificazione urbana – centro storico, periferie, piani di completamento, PIP, ecc., Piano del Traffico – quanti ne sono stati redatti negli ultimi anni? Sprecando soldi pubblici-, Zona Mercatale – un problema conosciuto dai politici qualche settimana addietro …-, Sicurezza e Ordine pubblico, ma quando mai ne avete parlato e discusso?, le strutture della sanità pubblica – solo qualche giorno fa il Sindaco ha fatto un sopraluogo al nosocomio locale e non dimentichiamo che qualche anno fa la Regione a guida centrodestra ha finanziato soldi per l’ampliamento, mentre andava finanziato un nuovo Ospedale, in un’altra zona della città; altri soldi bruciati in barba ai “ricchi” cittadini pugliesi e andriesi in modo particolare -, e che dire del difensore civico?.
Se Atene piange, Roma non ride! Infatti, il PDL si apparenta con il Comitato di Barletta Provincia (ricordate il film FF.SS., ma che ci sei venuto a fare a Posillipo se non mi vuoi bene, della banda Arbore), il soggetto che ha innescato, e non in tempi recenti, la bomba del Campanilismo, eterna ed endemica lotta di egemonia sull’hinterland, la madre di tutte le discordie; comitato tra l’altro appoggiato da tutti i soggetti politici di Barletta, mentre al comitato di Andria è stato imposto il bavaglio dalla locale politica, per solo accennare al diniego delle città di Corato e Ruvo all’invito di far parte della sesta provincia.
Basta leggere la storia degli avvenimenti e degli antefatti per supportare quanto scritto, cioè l’approccio dei personaggi locali nei confronti della tribolata nascita della nuova provincia, di cui il 6 e 7 giugno p.v. ci sarà l’epilogo. Rileviamo soltanto un fatto: 7 consiglieri uscenti della provincia di Bari sono nostri concittadini e 1 assessore della stessa con la delega alla provincia BAT; poco o niente hanno fatto per non soccombere al rullo compressore rappresentato dalla città di Barletta e dalla sua intellighenzia, forse si accontentano i nostri concittadini di sedersi sui nuovi scranni e di allocare alcune loro clientele. Il solo fatto che questa nasce già con 20 milioni di euro di debiti, avrebbe dovuto fare riflettere i promotori circa l’utilità di questo nuovo ente, in merito abbiamo scritto sui media esaurientemente in passato. Ma alcuni tra questi in preda ad uno stato di trans per l’euforia, forse per l’overdose di protagonismo – sindrome di Narciso – e per un altro spiraglio di soddisfazione delle singole aspettative e “prerogative”, non hanno pensato ai risvolti, anche di natura economica, tanto ci sono le addizionali sui costi dell’energia e poi l’uovo di Colombo del Federalismo Fiscale, targato Lega Nord, come se il Federalismo del centrosinistra, varato nel 2002, non avesse già spaccato l’Italia. La sigla sulla targa delle auto non soddisfa le implicazioni di natura sociale (campanilismo sfrenato), economica (quanti altri debiti si aggiungeranno ai 20 mln ereditati?), politica e amministrativa ( le tante problematiche mai risolte dal vecchio ente). Quanti fiumi di parole sono stati spesi al verificarsi di nefasti eventi sulle nostre strade.
Lo stato di molti edifici scolastici, che ospitano i nostri figli, è sotto gli occhi di tutti. Il servizio di trasporto pubblico e la sua efficienza sono di nostro dominio. Soggetti, che non hanno risolto il problema di un sottovia o di un passaggio pedonale nell’arco di almeno un ventennio, saranno in grado di affrontare e risolvere alcune questioni che hanno una rilevanza intercomunale addirittura provinciale?
Questa è la domanda a cui noi cittadini siamo chiamati innanzitutto a dare una risposta, nostro malgrado quindi ci troviamo ad affrontare un compito non facile, non avendo la bacchetta magica né altri mezzi per leggere il futuro, uno tra questi la Sibilla Cumana. Terminiamo con il titolo di un film di P. Villaggio: Io speriamo che me la cavo).

Il Presidente
Vincenzo Santovito

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