Politica: liste e partiti come i prodotti civetta all'ipermercato

Intervento di Savino Montaruli
Redazione 24 Luglio 2009 notizie 997
Politica: liste e partiti come i prodotti civetta all'ipermercato


La politica sembra essersi adeguata alla velocità dei cambiamenti sociali ed economici della società contemporanea. Se non lo ha ancora fatto rispetto ai tempi delle realizzazioni, ancora molto lontani dalla realtà, lo ha fatto rispetto alla sua capacità di mutarsi e trasformarsi e non mi riferisco al fatto di cambiare idea o Partito, cosa non certo riprovevole se significa l’ammissione di una scelta sbagliata.
Più che parlare di Politica, però, vorrei parlare di partiti, movimenti e politicanti. Sono, infatti, numerosi i casi in cui la capacità distruttiva di alcuni soggetti ha manifestato il peggio della sua espressione.
Prendiamo il “caso Andria”: le elezioni amministrative comunali del 3 aprile 2005, quelle, per intenderci che hanno visto l’elezione dell’attuale Sindaco, fecero registrare una novità di quelle inaspettate e molto “destabilizzanti”; una Lista Civica, quella del Sindaco e della quale il Sindaco si è sempre detto essere il Responsabile, denominata “Andria Cresce con Zaccaro”, Lista costituita e costruita in poco più di un mese, sorprendendo tutti i rappresentanti degli altri Partiti cosiddetti “storici”, che di storico non avevano avuto il buon senso di “conservare” nulla, conseguì ben 5.041 voti, con una percentuale dell’8,76%.
Se pensiamo che gli allora Democratici di Sinistra raggiungevano il 14% con 8.055 voti e che il Partito de “La Margherita” conseguiva l’11,48%, con 6.604 voti o, addirittura, l’UDC il 7,30% con 4.201 voti e Rifondazione Comunista il 4,56% con 2625 voti, molti di meno di A.C.C.Z., si capisce bene come questi ed altri Partiti cominciarono a sentire forte il fiato sul collo del “giovane” Movimento, Andria Cresce con Zaccaro, in grado di esprimere un elevato numero di consiglieri e presentarsi in Consiglio comunale come forza con potere “decisionale”, pur essendosi “accontentata” di un solo Assessore, alla pari di Partiti che avevano conseguito la metà dei voti.
Fu proprio quel Movimento, in verità, a consentire l’elezione del Sindaco Zaccaro.
In ogni caso i numeri parlavano chiaro ed inequivocabile apparve l’affermazione di quella Lista, guidata proprio dal Sindaco Vincenzo Zaccaro, essendo quello il suo “vero Partito”.
Il forte timore di dover “rispettare” questa nuova idea di Politica, almeno con tale proposito si presentava agli stessi elettori oltre che ai Candidati, deve aver fatto riflettere in molti ed ecco che tutti i buoni propositi, lo stesso programma di quel Movimento, fortemente differenziato da quello degli “altri”, cominciarono a sgretolarsi, senza un minimo di “rispetto politico ed elettorale” per la gente che aveva creduto in quell’idea, consentendo il raggiungimento di un tale risultato. Ecco che, dopo aver “sfruttato” l’opportunità, gli “eletti” cominciarono a cambiare casacca; alcuni passarono quasi immediatamente, come era già nei loro “programmi”, sotto un cappotto più caldo; poi fu la volta di altri che, non si capisce ancora oggi per quale ragione, decisero che un nuovo capotto volevano farselo fare su misura e cercarono “un sarto” che riuscisse a realizzare questa grande opera di sartoria marchiata “Italia”.
Siamo quasi alla fine di questa consigliatura e accade che il Movimento Andria Cresce con Zaccaro non esiste più, anzi esiste ancora ma solo per far “scalare” la graduatoria degli eletti, in caso di nomina di nuovi assessori, eletti che, come accaduto in tutte le altre circostanze, cambierebbero abito nell’arco di una serata.
Questa storia “in pillole” la dice lunga su come alcune regole di questa politica, piccola piccola, andrebbero cambiate. Chi risulta essere eletto in una Lista dovrebbe essere “obbligato” a tenere fede a quella Lista per l’intero mandato, pena la decadenza dalla carica elettiva, se consigliere, o di nomina, se assessore o altro; chi si candida alla carica di Sindaco, usufruendo dei voti di tutti i candidati nelle Liste che lo sostengono, in caso di mancata elezione a Sindaco dovrebbe rinunciare alla carica di Consigliere comunale e dare spazio al primo dei non eletti, in modo da assumere, semmai, un ruolo politico all’interno della Lista che esprime i consiglieri e non usufruire di una carica che, di fatto, non ha meritato in quanto i voti gli sono stati “trasferiti” da tutti i candidati delle Liste. Queste sono regole che possono essere scritte, qualora la legge venisse cambiata, ma anche non scritte, quindi “sottoscritte” da chi ne deve essere assoggettato, in modo che un minimo di fiducia possa ricrearsi attorno alla Politica, profondamente contaminata da quanti queste norme “morali e comportamentali” continuano a trasgredirle.
Se dovesse accadere a me, io farei così.

Savino Montaruli
(ex candidato Lista “Andria Cresce con Zaccaro”)

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