IL PDL al SUD raccolga la sfida e faccia proprie le proposte del Ministro Tremonti

Intervento di Emanuele Selvarolo Giovane Italia - PDL Andria
Redazione 02 Settembre 2009 notizie 981
IL PDL al SUD raccolga la sfida e faccia proprie le proposte del Ministro Tremonti


Non si possono non accogliere con fervidio entusiasmo, le parole pronunciate dal Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti al Meeting di CL e prontamente riprese dal Ministro del Walfare Sacconi.

La proposta del Ministro Tremonti di far partecipare i lavoratori agli utili delle aziende ha, a mio modesto avviso, posto le basi per riscrivere i valori socio-economici del Popolo delle Libertà. Finalmente, il dibattito politico viene riportato su temi di interesse generale ed esula dal gossip vacanziero.

La classe dirigente del PDL in particolare e la classe dirigente in generale del Sud Italia, dagli imprenditori ai sindacalisti fino alla classe politica, raccolga prontamente tale geniale idea e la faccia propria per una svolta epocale del Mezzogiorno.

Al Mezzogiorno d’Italia non servono partiti del Sud, ventilate secessioni o assistenzialismo a go go: serve una forte responsabilizzazione della classe dirigente tutta, di un patto tra “galantuomini” tra capitale e lavoro; serve superare la contrapposizione obsoleta e retorica del capitale contro il lavoro, piuttosto serve unire le forze del capitale e del lavoro per superare questa drammatica fase storica, per scacciare le nubi dense che il mercatismo ha prodotto su scala mondiale.

Si esca dalla Ottocentesca (di)visione capitale/lavoro e si capisca che solo l’unione di capitale e lavoro può permette all’Italia in generale ed al Meridione in particolare, di uscire dal pantano della crisi, perché non si possono superare le sfide che il mondo ci prospetta con la retorica e con la mente ferma al secolo scorso.

La classe dirigente meridionale accolga con coraggio e senza paura questa sfida e ponga in essere tutte quelle iniziative volte in tal senso. Si sganci dalle logiche affaristiche e clientelari e ponga in essere una vera rivoluzione culturale, sociale ed economica.

Per una volta, il Sud sia protagonista delle proprie scelte e dia una schiaffo morale agli economisti che non hanno chiesto scusa, alle banche salvate a discapito del popolo e a coloro che credono che il sud sia solo un peso per lo sviluppo organico dell’Italia.

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