Probabile cancellazione Zone Franche Urbane, la Città di Andria subirebbe un duro colpo

Intervento di UnimpresaBat
Redazione 09 Dicembre 2010 notizie 881
Probabile cancellazione Zone Franche Urbane, la Città di Andria subirebbe un duro colpo


Apprendiamo con stupore, apprensione e fortissima indignazione la notizia della possibile cancellazione delle 22 Zone Franche Urbane, tra le quali quella della Città di Andria.

Stiamo seguendo sin dal primo momento l’evoluzione legata a questo importante strumento per il nostro territorio e per i quartieri cittadini individuati come Z.F.U., tra i quali quello già altamente penalizzato denominato S. Valentino.

Ad agosto 2008 fummo tra i primi ad esprimere compiacimento per la bella notizia del riconoscimento di Andria quale Zona Franca Urbana, seppur evidenziando che tale riconoscimento era il risultato di condizioni di sottosviluppo di alcuni quartieri cittadini, con un tasso di disoccupazione certificato del 28,07%.

Proprio in relazione a tale dato fortemente negativo, il 12 ottobre 2008 proponemmo alla Pubblica Amministrazione un “Patto per l’Occupazione” proprio per rendere altamente produttivo tale riconoscimento e per utilizzare al meglio i fondi e gli sgravi riconosciuti; organizzammo un Seminario Formativo sul tema, in collaborazione e con la partecipazione dell’Assessorato allo Sviluppo Economico della Regione Puglia, di qualificati Consulenti finanziari, con il Patrocinio del Comune di Andria e di un importante Istituto Bancario locale.

Da allora ad oggi è stato ininterrotto il nostro impegno sul campo per ricercare interesse da parte di imprenditori per investire nella nostra città ed oggi siamo in condizione di avere già contratti di fitti di azienda e la certezza di nuovi investimenti soprattutto nel quartiere S. Valentino, già scippato, nell’indifferenza generale, di ingentissimi fondi regionali destinati alla sua riqualificazione, che oggi avverrebbe solo con pochi spiccioli.

E dopo tutto questo sforzo, oggi leggiamo che addirittura si potrebbe giungere alla cancellazione della Zona Franca Urbana di Andria, senza giustificato motivo e senza che esista una seppur minima compensazione in termini di opportunità.

Ma i danni chi li pagherà? A quegli imprenditori che con coraggio hanno già manifestato la loro volontà di avviare nuove attività in queste Zone cittadine cosa diciamo? A coloro che hanno investito nell’acquisto di locali per queste nuove attività di impresa cosa raccontiamo?

Sicuramente siamo stati molto cauti ed abbiamo dato certezze solo allorquando abbiamo avuto notizia dell’avvenuta sottoscrizione, ad ottobre 2009 presso la sede del Ministero per lo Sviluppo Economico, tra l’allora Ministro Scajola e i Sindaci delle 22 città riconosciute quali Z.F.U., del contratto finalizzato alla attuazione  della Zona Franca Urbana.

Allora qualcuno abbia il coraggio ed il pudore di dirci: in che cosa abbiamo sbagliato?

Dovevamo far finta di niente, come in molti hanno fatto? Non dovevamo attivarci per sollecitare gli investimenti in quelle Zone depresse della nostra Città?
Questo nostro attivismo continua a dare fastidio a qualcuno che ama stare sempre dietro le quinte e a tramare nel buio? Qualcuno vuole fare di tutto per annientare questo nostro desiderio di essere sempre operativi?

Se è così che si scoprano le carte, altrimenti si dia dimostrazione di amare almeno un poco questa nostra Città e si attivino tutte le iniziative istituzionali per difendere questa nostra prerogativa ottenuta e già definita.

Se è vero che di fronte ad alcune questioni di rilevante spessore sociale ognuno deve fare la propria parte, allora smettiamola di dividerci su tutto e di trovare sempre una scusante pronta e ridicola a ciò che non funziona.

Difendere il riconoscimento della Zona Franca Urbana di Andria, senza colori politici, senza l’arroganza e la presunzione che caratterizza atteggiamenti di chi fa parte del teatrino e della sceneggiata televisiva quotidiana, può essere la vera occasione per riunire questa nostra Comunità allo sbando e disinteressata anche alla difesa dei minimi principi della Democrazia.

Se è questa la strada da intraprendere, ancora una volta noi ci siamo e ci saremo.
Se qualcuno la pensa diversamente lo dica con chiarezza in modo che anche noi faremo le nostre scelte, forse anche definitive.

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