Assunzioni Staff Presidente Provincia BAT: un'inchiesta farebbe emergere situazioni che neanche immaginiamo

Intervento Associazione "Libertà è Partecipazione" su Bando pubblico assunzioni Provincia Bat
Redazione 12 Gennaio 2011 notizie
Assunzioni Staff Presidente Provincia BAT: un'inchiesta farebbe emergere situazioni che neanche immaginiamo


Merito, grande merito a quanti continuano a tenere alta l’attenzione su questa vicenda che ha un’importanza fondamentale soprattutto perché ha alla base un forte valore culturale e morale.

Continuare a parlare del Bando per le assunzioni nello Staff del Presidente della Bat è un dovere pubblico che tutti devono sentire, a cominciare da coloro, non solo singoli personaggi, che sono stati e continuano a restare in un “sospetto silenzio”.

Senza entrare nel merito delle modalità di pubblicazione dell’avviso pubblico piuttosto che del denaro richiesto ai partecipanti o di altre questioni ampiamente dibattute e chiaramente esplicitate, poniamoci due sole domande:
1) in che modo questa vicenda sta influendo sulla formamentis culturale dei tantissimi giovani che hanno inviato la loro richiesta di assunzione nello Staff?
2) ammesso che le leggi vigenti attribuiscano al Presidente la facoltà di scegliersi i propri collaboratori ma è proprio vero che di questa scelta non debba dare conto a nessuno, dal momento che essi saranno pagati con denaro pubblico?

In merito alla prima domanda è ovvio che solo parlandone e dimostrando che c’è ancora gente “fuori dal giro”, a garanzia almeno dell’informazione e della libera espressione del pensiero, si da una seppur flebile risposta alle tantissime domande che si stanno ponendo i questi giorni i partecipanti. E’ naturale che operando in un sistema senza regole si alimenta quella sottocultura secondo la quale per ottenere un posto di lavoro, seppur temporaneo e precario, bisogna per forza far ricorso al “mi manda Picone” piuttosto che aver prestato la “propria opera” come galoppino del politichetto di turno. Badate bene, in questo caso il riferimento è generale e non specifico, almeno per ora. Perché non ammettere che l’esercizio della promessa del posto di lavoro in campagna elettorale è vecchio come il mondo? Perché non ammettere che COSI’ FAN TUTTI e che, in quel caso, non esiste distinzione tra destra e sinistra?

Eppure nei programmi elettorali e nei proclami di personaggi che hanno ritrovato il senso della propria esistenza immergendosi nel grande circo della politica aleggia sempre in primo piano il principio della meritocrazia, dell’imparzialità e del rispetto delle persone. Ma qualcuno si è accorto che continuano ancora tutti a prenderci per i fondelli o c’è ancora bisogno di ulteriori dimostrazioni?

Per quanto riguarda il secondo quesito non si può fare a meno di porsi una domanda: ma è proprio vero che un Politico, Presidente, Sindaco o altro che sia, possa liberamente scegliersi i collaboratori, pagandoli con denaro pubblico?
Siete sicuri che comunque non debba dar conto e garantire che “l’assunzione” sia esente da “condizionamenti” o da “vizi” di altra natura?

E, nel caso in fattispecie, di fronte ad un Avviso pubblico e di fronte all’arrivo di centinaia di domande di partecipazione, con tanto di versamento della relativa tassa, credete che gli esclusi non possano far valere le loro ragioni in relazione alle motivazioni di esclusione?

Noi crediamo, invece, che tutti questi presupposti debbano comunque essere salvaguardati, altrimenti ci troveremmo di fronte a situazioni di “assunzioni dirette” in Enti Pubblici con oneri a carico dei Contribuenti e ciò non è possibile.
A questo punto il nostro auspicio è che veramente si annulli l’intera procedura ma soprattutto che chi di competenza prenda questo “caso” per avviare una verifica generalizzata in tutti gli Enti Pubblici, soprattutto i Comuni laddove gli “incarichi diretti”, non solo a portaborse e staffisti vari ma addirittura a Dirigenti che costano centinaia di migliaia di euro l’anno, vengono affidati non si capisce bene con quale strumento di valutazione meritocratica.

Un’inchiesta in tal senso farebbe emergere situazioni che neanche immaginiamo e crediamo che veramente sarebbe un bel modo per dimostrare ai nostri giovani che si può ancora sperare e che lo studio, l’abnegazione, il senso del dovere e la professionalità pagano e non possono essere barattate per nessun pacchetto di voti per portare al “potere” gente che continua ad utilizzare l’alibi del “bene comune” per fare il bene proprio e dei propri sostenitori, distruggendo moralmente coloro i quali, invece, continuano a credere nelle pari opportunità e in una Società migliore.


Il Presidente
Leonardo Bianchino

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