Concessione dei beni sequestrati alle mafie: lavorare in sintonia per dare segnali virtuosi alla nostra città

Intervento di Giovanna Bruno (Andria3)
Redazione 27 Settembre 2011 notizie 1017
Concessione dei beni sequestrati alle mafie: lavorare in sintonia per dare segnali virtuosi alla nostra città


In qualità prima di cittadino andriese, poi di consigliere comunale ed infine di ex assessore al Patrimonio, mi sia consentito manifestare viva soddisfazione per la tanto attesa firma dell’atto di concessione del terreno in contrada Scinati, confiscato anni addietro alla criminalità organizzata e affidato alla Cooperativa Libera Terra di Puglia.

Tutto è cominciato un giorno di luglio del 2007 quando, assessore da pochi giorni, l’instancabile ing. Vito Leonetti del Presidio LIBERA di Andria mi suggeriva e chiedeva di porre in essere atti concreti che andassero nella direzione del riutilizzo dei beni confiscati alla mafia.

Inutile dire che la proposta mi affascinò immediatamente, convinta come ero e come sono che la criminalità deve essere combattuta a diversi livelli, da tutte le forze politiche e sociali, con gesti tangibili che siano anche strumento di educazione alla legalità.

E così, senza che vi fosse un precedente, con i costanti e preziosi suggerimenti di tutti i volontari di LIBERA, l’Amministrazione Comunale di Andria, mio tramite, si rese promotrice di un bando finalizzato a raccogliere manifestazioni di interesse alla gestione dei beni confiscati (allora ve ne erano disponibili 4, tra ville e terreni).

Prima di allora lo schema usato era stato quello dell’affidamento diretto a questa o a quella associazione; metodo che non ritenevo giusto perché a tutti bisogna dare pari opportunità e questo non lo si poteva raggiungere se non con un avviso pubblico.

Circa 50 tra i partecipanti, con un lavoro successivo da parte degli uffici impegnati a verificare l’esistenza dei presupposti previsti dal bando, a fare sopralluoghi, trascrizioni, riunioni con il Demanio, con la Prefettura e tanto, tanto lavoro burocratico ancora. Tempi lunghi a volte davvero difficili da giustificare, soprattutto quando vi era la consapevolezza che alcuni atti gestionali potevano essere svolti con più solerzia e rispetto delle regole. Ma tutto è bene quel che finisce bene, è davvero il caso di dire!

Purtroppo capita sempre più spesso di constatare che nonostante esistano gli strumenti appropriati per combattere i fenomeni legati alla criminalità, quale appunto la confisca di un bene, è poi sempre abbastanza difficile giungere ad affidare quel bene per il suo riutilizzo sociale, per via di una macchina burocratica lenta e/o comunque farraginosa. Con il rischio che la malavita, a cui un bene viene sottratto, spesse volte per vie “traverse” ritorna in possesso di quello stesso bene, facendosi beffa delle Istituzioni.

A questo si deve aggiungere l’incapacità spesso tipica della politica di attuare misure a vantaggio di tutti e non solo di qualcuno e di farlo in tempi ragionevolmente celeri e appropriati.

Ma, al di là di ogni considerazione sulle tante storture del sistema che pure si possono e si devono eliminare, con tenacia e determinazione, resta davvero la gioia di poter passare da Contrada Scinati e sapere che adesso lì opera la Cooperativa Libera Terra di Puglia; così come sarà una gioia sapere che presto la Cooperativa Migrantes si occuperà di gestire per i tanti ultimi dei nostri giorni una palazzina prima di proprietà della criminalità organizzata. Quello che era un simbolo di malavita, diventerà l’emblema dell’accoglienza e l’assistenza agli ultimi dei nostri giorni (e qui bisogna davvero ringraziare don Geremia Acri che da anni si sta battendo per raggiungere questo risultato).

E ci sono ancora tanti beni che attendono di essere bonificati e assegnati.
Per questo mi sento di rivolgere un sentito incoraggiamento agli uffici comunali e a tutti i politici, affinchè insieme si riesca a dare segnali virtuosi alla nostra città, agendo sempre nel rispetto della legalità.

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