Andria - Foggia 0-1

Andria ancora a secco di punti
Redazione 07 Settembre 2009 calcio


Festa doveva essere e festa è stata solo a metà. Coreografia spettacolare con una cornice di pubblico da brividi, dove i 5mila tifosi di casa hanno reso omaggio ad una delle partite più sentite e attese della storia biancoazzurra. L’ultima volta , sempre in notturna però allo Zaccheria, la partita regalò emozioni a non finire dopo un 4 a 3 proprio nei minuti conclusivi della gara, i supporter andriesi tornarono a casa in ecstasy; questa volta a rovinare la festa ci ha pensato prima il divieto imposto ai tifosi foggiani, e poi Trezzi che con il suo gol ha sopito gli accesi animi dei tifosi andriesi.
Mister Biagioni per questa gara ridisegna un po’ l’Andria. Affida la difesa a Goisis e al neo-arrivato Pomante; a centrocampo lascia fuori Ottobre schierando D’Allocco dal primo minuto e infine ritrova Dionigi in avanti dopo la squalifica.
I primi minuti di gara servono alle due squadre per prendere le reciproche misure. I due numeri 7 Giorgetti da una parte e Di Roberto dall’altra, sembrano i più attivi delle proprie compagini; i due con le loro scorribande sulla fascia, mettono apprensione ai reparti difensivi.
Il primo pericolo della gara lo porta l’esterno foggiano che al 11’ dopo una discesa sulla fascia destra, si accentra per il tiro ma Mennella è straordinario ad opporsi al tiro ravvicinato. 5 giri di lancette e il Foggia va ancora vicinissimo al gol. Un cross dalla sinistra di Mancini pesca Salgado in area che calcia a botta sicura; Mennella dimostra ancora tutto il suo valore, bloccando plasticamente la conclusione dell’attaccante ospite. Al 32’ invece è l’Andria ad andare vicinissima alla marcatura. Anaclerio sulla sinistra crea scompiglio nella retroguardia avversaria e una volta in area, mette al centro per Dionigi, ma l’ariete andriese non arriva per un soffio alla deviazione. Al 43’ Paolucci prova a sorprendere Milan con una punizione dalla tre-quarti, ma l’estremo foggiano recupera la posizione e mette il pallone in angolo. Il primo tempo non regala altre emozioni e le due squadre vanno al riposo sullo 0 a 0.
Il secondo tempo comincia senza la presenza di una parte della curva in segno di protesta contro la decisione del prefetto di vietare la trasferta ai tifosi ospiti. Protesta che è stata sottolineata dagli applausi di tutto il “Degli Ulivi” perché si sarebbe potuta rendere da sogno una partita già di per sé affascinante.
In campo le due squadre riprendono a darsi battaglia. Come spesso accade a inizio secondo tempo, mister Biagioni mette subito mani alla formazione, mandando in campo Doumbia con l’intento di dare più vivacità alla manovra offensiva. Il Foggia si dimostra squadra ben organizzata e trovare spazi è veramente arduo. Al 18’ primo episodio cardine del secondo tempo; l’arbitro decreta 2 espulsioni, una per Pierotti l’altra per Mancino; i due si azzuffano dopo il mancato fair play dei rossoneri, che pochi secondi prima non mettono la palla fuori, nonostante un calciatore azzurro fosse finito per terra dopo un brutto fallo a centrocampo. Alla fine il fischietto Gambini li butterà fuori entrambi.. Al 26’ Ottobre ci prova dalla distanza ma il suo tiro è centrale e facile la parata di Milan ma proprio nel miglior momento dei padroni di casa, arriva il gol che non ti aspetti. Un lancio da metà campo, trova Salgado pronto all’aggancio e dopo essersi liberato della marcatura di un diretto avversario, entra in area e serve al centro un pallone d’oro per Trezzi che deposita in rete. Lo sconforto colpisce i ragazzi di mister Biagioni che provano a reagire, ma il Foggia è bravo a chiudere gli spazi, il che rende vano ogni tentativo. A gettare benzina sul fuoco ci pensa poi l’ennesima espulsione decretata dal signor Gambini che a pochi minuti dalla fine espelle Pomante, punendolo oltremodo per un fallo a centrocampo neanche da ultimo uomo, mettendo la parola fine ad ogni speranza di rimonta. Il prossimo impegno dell’Andria sarà sul campo del Rimini, per cercare i primi punti utili del campinato.

Fonte Ufficio Stampa As.Andria

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