Il Genbaku Dome di Andria; futura Questura o Monumento alla tangentopoli andriese?

Vincenzo Fasanella 25 Gennaio 2008 immagini 1175


La struttura di via Indipendenza, iniziata a costruire e mai terminata, giace ormai da circa 15 anni nelle medesime condizioni. Come successe per il Genbaku Dome di Hiroshima, dove il tempo si fermò, alla caduta in terra della bomba atomica, così per il mai terminato asilo di via Indipendenza, il tempo si è fermato allo scoppio della bomba nucleare tangentopoli, su Andria.

La costruzione rappresenta il tipico percorso a tappe che deve affrontare un'opera pubblica prima di essere ultimata e diventare operativa.
Di certo il mega-asilo fu progettato e finanziato affinchè, trascorso il tempo strettamente necessario per i lavori di costruzione, fosse un'opera completa. Ma, come tutti sappiamo e si può vedere, a noi è giunto in un altro modo. La struttura, tappa dopo tappa, è andata perdendo pezzi, prima le pareti, poi gli intonaci, poi le mattonelle, i bagni gli impianti ecc... Quindi partito com'era stato disegnato sul progetto, cioè come struttura completa e funzionale, dopo i vari passaggi, è arrivata a noi come "scheletro".

Una proposta provocatoria ma, non tanto, sarebbe quella di conservare la struttura così com'è, come ormai ci siamo abituati a vederla, o come i quindicenni l'hanno sempre vista, e trasformarla in un monumento cittadino alla tangentopoli andriese. Rendendola fruibile a chiunque ma soprattutto ai bambini e ai ragazzi delle scuole, spiegandogli anche perchè, per loro, è stato più difficoltoso trovare un posto in un asilo pubblico, e facendogli notare di cosa sono capaci certe persone che dovrebbero lavorare per il bene comune e invece fanno solo i loro interessi; lasciandoci in eredità soltanto arretratezza.


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