Prima domenica di saldi; tanta curiosità ma la curiosità non paga

Sconti fino all'80% non per truffa ma per fare cassa
Redazione 07 Gennaio 2008 notizie 941


La prima domenica dei saldi Invernali più che un affare si è rivelato un Flop.
Tanta la curiosità della gente, che ha comunque riempito i centri delle città ed i centri commerciali, ma le periferie sono sempre il punto debole della catena. Curiosità più che acquisti e comunque, visto che quest’anno si registra una percentuale di sconto superiore, in media, a quella degli anni passati, pochi affari per i commercianti i quali si vedono “costretti” ad alleggerire i magazzini colmi di merce invenduta nel periodo natalizio e nell’intero anno 2007, necessitando di “fare cassa” per pagare fornitori e costi aziendali, senza ricavarne il giusto utile.
Da un nostro sondaggio, a livello regionale, abbiamo, ancora una volta, registrato tantissimo malumore tra i piccoli commercianti, che si dichiarano “stressati” da oltre due mesi durante i quali hanno goduto solamente di qualche giornata di riposo, a causa delle aperture straordinarie domenicali e festive dei negozi.
Forte il dissenso verso questa “liberalizzazione selvaggia” sostenuta, purtroppo, anche da qualche “vecchia” Associazione di Categoria “storica” che, in maniera anacronistica, non conforme al dettato dei propri Associati e a vantaggio esclusivo della Grande Distribuzione Organizzata, che, al contrario, da sempre dichiara di voler contrastare, a parole, sta anche contribuendo alla modifica della vigente legge regionale in materia la quale, a breve, disporrà ancora ulteriori aperture straordinarie domenicali e festive.
Anche i comuni, con il compiacimento di Assessori stolti e “di passaggio” continuano a sostenere la volontà dei centri Commerciali, avallando le loro richieste, senza neanche protestare di fronte ai licenziamenti dei lavoratori dipendenti e alle loro precarie condizioni di lavoro, come dichiarato dalle stesse Organizzazioni sindacali dei lavoratori dipendenti, anch’esse poco presenti nelle sedi in cui dovrebbero difendere il diritto al riposo.
Siamo certi che l’incoscienza di oggi, non appena si verrà a conoscenza dei guai che la nuova legge regionale procurerà, sfocerà in una protesta generalizzata che giungerà, come al solito, in colpevole ritardo e non sarà in grado di risolvere nulla.
Queste sono le condizioni in cui versa il piccolo commercio e questa la classe dirigente che abbiamo di fronte la quale, conscia del proprio mandato “a termine” cerca di arraffare quanto più possibile e di avvantaggiare i grandi interessi economici che spostano risorse dal territorio altrove, senza lasciare traccia del loro operato e senza contribuire in alcun modo allo sviluppo ed al progresso dei quali la nostra terra ha tanto bisogno.

Ass "Quasi mai di domenica"

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