Accade in città, anzi all'ospedale di Andria

Franco Loconte racconta la sua esperienza all'Ospedale di Andria
Redazione 26 Agosto 2009 notizie 1041
Accade in città, anzi all'ospedale di Andria


Malato e derubato, oppure “cornuto e mazziato”. Derubato della pensione, l’unica risorsa per il sostentamento. E’ questo quanto successo a mio suocero, 69 anni, ricoverato presso l’ospedale di Andria nel reparto chirurgia dagli inizi d’Agosto fino al giorno 20. E’ la triste constatazione sulla propria pelle che gli sciacalli circolano intorno a noi, magari travestiti da agnelli, ma sempre sciacalli sono.
Questi sciacalli alle 17 di mercoledì 19 Agosto hanno rubato il portafogli nel cassetto del comodino dell’ammalato, approfittando di una brevissima assenza per accertamenti ed esami di routine.
Nell’arco di un’ora e mezza hanno effettuato, ad Andria, due prelievi c/o gli sportelli del Banco Posta di via Trani e via Aldo Moro e due operazioni d’acquisto all’Ipercoop di Andria.
Giusto il tempo di accorgersene e bloccare il Postamat che ormai il peggio era stato fatto.
Avevano già prosciugando il conto dei suoi 1.200 euro. Complice la buona fede e la scarsa memoria, come quella di un anziano di lasciare nel portafogli il pin del Banco Posta, scritto su di un pezzettino di carta, nel caso in cui al momento del prelievo non lo si ricordasse.
Era la notte dei primi di Agosto quando per l’ennesima colica portò mio suocero in ospedale. La diagnosi: fango nella colecisti. Purtroppo non c’è cura, la colecisti va asportata; se si provasse a sciogliere i calcoli si potrebbe avere una pancreatite; chi l’ha avuta sa che i dolori sono lancinanti e puntualmente si manifestano di notte o di prima mattina. Occorre che tutto l’apparato digerente sia a posto perché, come nel caso di mio suocero, se vi è in atto una gastrite occorre prima curarla, accertarsi della scomparsa dell’infiammazione e poi operare. Diversamente possono nascere complicazioni, cioè se si opera con qualche organo infiammato vi può essere un’emorragia interna.
Questi sono i discorsi che si fanno quando si ha un proprio caro in Ospedale, si gioca, si fa per dire, a fare i dottori, a dire la propria, a raccontare quanto successo personalmente tra parenti e amici che vanno a far visita all’ammalato.
Lungi da tutti affrontare argomenti di difesa da ladri o sciacalli. Questi ultimi ritengo siano la peggiore specie perché approfittano dell’inerme sofferente, come lo è un ammalato in ospedale.
Quasi 20 giorni d’ospedale per tutti gli accertamenti del caso e proprio il giorno prima dell’uscita… il furto.
Soltanto in questi casi ci si rende conto che occorre seguire le avvertenze delle banche e della posta che sollecitano a memorizzare il pin e a non trascriverlo sulla tessera stessa o come nel caso di mio suocero a tenerlo su di un ”pezzettino di carta” nel portafogli. Però la frittata è fatta, ormai i soldi sono stati prelevati e quello che più fa rabbrividire non è il furto in se stesso, ma in quanto avvenuto in ospedale.
Un luogo di sofferenza, un luogo che dovrebbe intenerire gli animi, un luogo che dovrebbe far amare di più il prossimo, proprio nel momento del dolore. Per gli sciacalli non conta niente, anzi, in quanto sciacalli approfittano solo di persone che non possono reagire.
Ora sono i Carabinieri che se ne stanno occupando, nei quali vi è tutta la fiducia affinché costoro possano essere assicurati alla giustizia.

Franco Loconte - Presidente Comitato Quartiere Europa - Andria

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