Il Sindaco Giorgino mette in castigo i dirigenti per nascondere le incapacità dei propri assessori

Intervento a firma del Partito Democratico, Sinistra Ecologia e Libertà, Italia dei Valori, L’Alternativa, La Risposta per Andria
Redazione 10 Ottobre 2011 notizie 912
Il Sindaco Giorgino mette in castigo i dirigenti per nascondere le incapacità dei propri assessori


Ancora una volta il Sindaco Giorgino non la racconta giusta e in un solo colpo, con un atto monocratico, mette “in castigo” tutti i dirigenti comunali, revocando tutti gli incarichi ai dirigenti ed alle posizioni organizzative, e di fatto sfiducia i suoi assessori, che non sono in grado di dare gli indirizzi politici ai propri dirigenti di riferimento, né di controllarne l’operato.

Ma il Sindaco Giorgino non si ferma qui, infatti, dispone che, fino a nuove decisioni, i dirigenti ed i funzionari potranno occuparsi della sola gestione degli affari correnti, mentre ogni “peculiare attività esulante dalla ordinaria amministrazione dovrà essere assunta previe intese con il Segretario Generale, sentito il Sindaco”. Ed è quest’ultimo l’aspetto politicamente più rilevante. Se ogni atto deve essere vistato dal Sindaco, a cosa servono ben dieci assessori?

Poi giustifica questa decisione asserendo che i dirigenti in qualche modo non fanno il proprio lavoro, che anzi sarebbero "infedeli" e remerebbero contro l’amministrazione. Invece di interrogarsi sulle proprie inefficienze, e quelle della sua squadra di governo, Giorgino pone in essere l’ennesimo tentativo di scaricare su altri le responsabilità di una gestione finora deficitaria, se non fallimentare. E’ il goffo tentativo di recuperare un po’ di consenso, evidenziando in maniera ipocrita i problemi di una macchina amministrativa, che pure necessita di essere messa a punto. ma che certo, finora, non si è contribuito a migliorare. Anzi, in 18 mesi abbiamo assistito ad una continua turnazione di dipendenti da un ufficio all’altro, da un settore all’altro, come trottole impazzite; in questo turbinio si sono salvaguardati soltanto coloro che avessero un pedigree politico purissimo, per non parlare del fatto che si è smantellato un settore nevralgico come quello dei tributi.

Questa decisione, dunque, rappresenta un fatto gravissimo, un ulteriore atto con il quale non solo si ledono troppe professionalità, ma, soprattutto, si danno due segnali inequivocabili: ai dirigenti si dice che devono piegarsi alla volontà politica del Sindaco, a prescindere dalle valutazioni tecniche degli atti, e contemporaneamente si esautorano gli assessori. Infatti, ora il Sindaco Giorgino avoca a sé tutte le competenze dei dirigenti e degli assessori: siamo ormai al limite del despotismo.

Si tratta di una decisione che si somma alla pretesa, del tutto inusuale, di visionare ex ante tutte le determine dirigenziali, e che si somma, anche, alla relazione del dirigente del settore finanziario, il vero deus che detta la linea economica dell’amministrazione, che mortifica, immotivatamente, le capacità lavorative dei dipendenti comunali. E’ un atto che, in definitiva, mal cela la volontà di mettere sotto tutela la parte gestionale del Comune di Andria.

Fin dal suo insediamento l’amministrazione di centrodestra si è ingerita pesantemente, e ben oltre i limiti imposti dalla legge, negli atti gestionali, rallentando pesantemente la macchina burocratica fino a farla inceppare. Il tutto in palese contraddizione con la legislazione vigente ed, in particolare, con le norme “Bassanini” che attribuiscono ai funzionari ed ai dirigenti una forte autonomia gestionale, che consente di porre un limite importante alla cattiva gestione che certa politica può imporre negli enti pubblici.

Temiamo che Giorgino intenda portare avanti la sua sindacatura con il piglio del novello podestà, per questo ci opponiamo con forza a questo modo sconsiderato di fare, che non solo crea un conflitto insanabile tra la gestione politica e la macchina burocratica, ma che fa intravedere il ritorno ad passato remoto e funesto, in cui ogni atto burocratico, anche se dovuto, doveva essere diretto dal politico di turno e perseguire logiche clientelari.

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