C’era una volta il Bosco di Finizio! Cos’è? Dov’è? Chi se ne occupa?

Intervento del Movimento Politico Culturale Andria3
Redazione 02 Dicembre 2011 notizie 1544
C’era una volta il Bosco di Finizio! Cos’è? Dov’è? Chi se ne occupa?


Il Bosco di Finizio è un complesso boschivo di conifere, seminativi, pascoli e masserie di circa 110 ettari, che, a ridosso di Castel del Monte, completa la seconda mediana delle Murge collegando Montegrosso al maniero federiciano. Realizzato negli anni ’70 con i fondi della Cassa del Mezzogiorno, è di piena proprietà del Comune di Andria che, nel luglio 2001, dopo bando pubblico, lo ha assegnato in concessione quindicinale ad una Cooperativa Agricola: CAVIM s.c.s.a. .
Fino al bando, il Bosco era gestito dal Consorzio di Bonifica Terre d’Apulia che, però, a fronte dei contributi percepiti, non aveva garantito le opere necessarie alla conservazione dell’area (sia di manutenzione ordinaria che straordinaria).
Poi, con il contratto di concessione in uso sottoscritto tra il Comune di Andria e la CAVIM s.c.s.a., quest’ultima si è impegnata a:
effettuare manutenzione ordinaria e straordinaria dell’esistente;
ripristinare i muretti con pietre vive a secco;
sistemare il bosco attraverso la silvicoltura naturalistica;
ripristinare il sottobosco;
ristrutturare la masseria Finizio, gli iazzi e le stalle;
creare aree attrezzate per pic-nic;
utilizzare i locali per accoglienza turistica e scolastica, nonché per formazione specializzata di operatori in ambito rurale e forestale;
creare percorsi naturalistici;
organizzare attività di animazione;
utilizzare i terreni coltivabili;
installare piccoli impianti sperimentali per la creazione di energia alternativa;
creare un piccolo osservatorio per lo studio dell’astronomia;
occuparsi della forestazione.
Per adempiere a tali molteplici attività, la convenzione prevede che la concessionaria si obblighi a porre in essere tutte le iniziative necessarie al reperimento delle risorse finanziarie da utilizzare per la cura e la manutenzione del bosco. La CAVIM, inoltre, deve sottoporre qualsiasi progetto e/o realizzazione e/o intervento alla valutazione preventiva da parte dell’Amministrazione la quale, ove ritenga opportuno, potrà assumersi direttamente l’onere finanziario del cofinanziamento previsto per l’esecuzione dei progetti presentati e approvati dalla stessa.
Sempre la convenzione, così recita: “qualora il cofinanziamento venga erogato direttamente dalla CAVIM, l’Amministrazione Comunale riconoscerà alla scadenza naturale del presente contratto l’intero importo rivalutato. Lo stesso dicasi per gli eventuali investimenti che la CAVIM effettuerà previa autorizzazione del Comune di Andria”.
Questa la storia. Ora la pratica.
Per poter intervenire concretamente, ottemperando a quanto pattuito con la convenzione, la concessionaria CAVIM si è attivata per ottenere da tutti gli enti preposti (Regione Puglia, Ministero dell’Ambiente in sostituzione del Parco Nazionale, Comune) le dovute autorizzazioni; questo iter, avviato nel 2004, si è concluso nel 2007. Durante questo periodo, com’è ovvio, la cooperativa non poteva espletare la propria attività e, nel contempo, l’Ente proprietario (cioè il Comune) perdeva i finanziamenti comunitari relativi a quei lavori che si sarebbero dovuti effettuare.
A fine del 2007 la Cooperativa avvia i lavori in economia; tali interventi vengono però sospesi dall’autorità giudiziaria perché ritenuti difformi dalle autorizzazioni ricevute. A distanza di due anni, nel luglio 2010 il Bosco viene di fatto dissequestrato e, quindi, ri-affidato alla cooperativa concessionaria.
Nel 2011 la CAVIM chiede autorizzazione al Comune di Andria a presentare domanda di finanziamento ai bandi comunitari. Per uno di questi bandi il Comune ha concesso la sua autorizzazione (trattasi di lavori di diradamento boschivo, rinfoltimento con piante autoctone ecc…), a condizione che sia la CAVIM ad anticipare la quota di co-finanziamento.
Per altri bandi, invece, il Comune non si è mai pronunciato, nonostante reiterati solleciti, impedendo alla concessionaria di presentare i progetti migliorativi dell’area boschiva.
Tra questi progetti ve n’è uno completamente a fondo perduto di € 100.000,00 (ristrutturazione dei muretti a secco) e altri, tutti pubblicati dal GAL “Le Città di Castel del Monte” (di cui il Sindaco Giorgino è pure il Presidente) con il 60% a fondo perduto (quelli riguardanti la realizzazione e gestione di agriturismo, b&b, masserie sociali, fattorie didattiche).
Il tutto per un totale di oltre € 600.000,00 che ben potevano dare nuovo aspetto e valore aggiunto al nostro Bosco di Finizio. Bosco che tutte le città limitrofe ci invidiano per tipologia, estensione e allocazione strategica.
E’ nei fatti, quindi, che il comportamento inoperoso di questa Amministrazione sta causando un completo blocco di attività non solo in danno della concessionaria ma, cosa più grave, in danno di tutta la collettività visto che non potrà fruire del Bosco di Finizio con le migliorie che potevano derivare da questi interventi.
Lascia sgomenti pensare che sul turismo rurale tante comunità investano con denaro proprio mentre la nostra, che ben avrebbe potuto e dovuto usufruire dei bandi comunitari anche per non avere aggravi di costi, se ne stia lavando le mani senza neanche dare spiegazioni plausibili a tale comportamento.
Fa specie che, proprio a pag. 29 del programma elettorale del candidato sindaco Nicola Giorgino, a proposito della rivalutazione dell’area di Castel del Monte e nell’ottica di una migliore offerta turistica si legge: “promozione e adesione al circuito delle Masserie Didattiche, previsto dalla Legge Regionale n. 2/08 per collegare le antiche masserie e aziende agricole del territorio con le tradizioni dei saperi e dei sapori della nostra terra…”.
Belle parole. Queste come tante altre che avrebbero dovuto cambiare il volto della nostra Comunità. Perché poi alle parole non stanno seguendo i fatti? Perché relegare ancora la nostra terra a un ruolo marginale, se non inesistente, nel panorama del turismo ambientale e rurale?
L’augurio è che l’Amministrazione si ravveda, correndo ai ripari.

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